dall’inglese


Jack Kerouac – L’ultima parola. In viaggio, nel jazz
traduzione e cura di Alberto Masala (con uno scritto di Paolo Fresu)
Il Maestrale. 2003 (2° ed.) – più notizie qui…


Love and politics di Judith Malina (StampAlternativa, 1998)

Underwear di Lawrence Ferlinghetti (2008)


Lirycal Poetry di Simon Pettet (Porto dei Santi 2000)
­

dal francese


Nierika, o le memorie del quinto sole di Serge Pey (il Maestrale 2001) – più notizie qui…

dal sardo


Peppinu Mereu – Poesie complete – a cura di Giancarlo Porcu
traduzioni di Alberto Masala, Giovanni Dettori, Marcello Fois­
Il Maestrale 2004 (2007 seconda edizione riveduta e corretta) –  più notizie qui…


Poesie satiriche (settecento e ottocento) – (La biblioteca dell’identità, Cagliari 2006)


Poesie d’amore (dal cinquecento all’ottocento) – La biblioteca dell’identità, Cagliari 2006


Canto in Re a cura di Paolo Angeli (ISRE/ Archivio Mario Cervo, libro+ 5 CD, 2006)

dall’album Resuggontu degli StranoS ElementoS

un’intervista prima del concerto di Bologna

Anteprima

 

Il n.4 di Vanitas Magazine è uscito a New York con la copertina di Francesco Clemente. E’ uno speciale sulla traduzione letteraria. Contiene 2 pagine estratte dal mio Taliban grazie alla grande traduzione che ne ha fatto Jack Hirschman.

 

 

 

 

e, sempre a proposito di USA, sono presente con un testo – anche questo tradotto dal caro Jack Hirschman – nel n. 32 della rivista di Oakland (CA), Left Curve


questo post sul blog di Andrea Pomella mi ha sorpreso, commosso e un po’ imbarazzato

e sono sorpreso, imbarazzato, commosso… anche per la qualità dei commenti

grazie ad Andrea
grazie a tutti

intervista radiofonica sul libro
a cura di Serena Schiffini in

 

 

recensioni ad Alfabeto di strade

Marco Tarozzi su il Domani, ed. bolognese di la Stampa
Marcello Fois su La Nuova Sardegna
Daniele Barbieri su Piazza Grande
Daniele Barbieri su L’Unione Sarda
Matteo Chiavarone su Ghigliottina.it
Maria Luisa Vezzali su La Repubblica
Barbara Gozzi su: The Populi, – – Malicuvata, – – La Tela Sonora – – Agoravox
Giovanni Nuscis su La poesia e lo spirito

prima ristampa: ecco un’intervista di Cristiano Sanna Martini su Tiscali.it

Az.Namusn.Art, dove l’arte non rassicura le coscienze

(articolo uscito su “La Nuova Sardegna” dell’11 giugno 2009)

Quando Joseph Beuys mise il pubblico ed i critici davanti ad un mucchio di sabbia, sapeva di compiere un gesto sovversivo, come sovversiva può essere soltanto una cultura che apre nuovi spazi di visione dimettendosi dalle convenzioni dello sguardo consolidato e rassicurante. In quello storico momento l’opera veniva definitivamente sottratta ad ogni possibilità di gestione da parte del sistema dell’arte, mettendo i critici davanti alla loro stessa impotenza. Un mucchio di sabbia non poteva essere bello o brutto… era un mucchio di sabbia, quindi non poteva essere posseduto, venduto, acquistato, collezionato…. Anche trasportarlo o riproporlo uguale sarebbe stato impossibile: la mancanza di un solo granello ne avrebbe minato la sua feticistica riproducibilità tecnica. Salvandola così dal giudizio estetico, sottraendo l’opera alla sua mercificazione, Beuys da allora ci ha costretti in uno spazio più esteso che non quello della rappresentazione formale: appare con lui il territorio concreto dell’intelligenza, il pensiero contenuto nel gesto d’arte che ci riconsegna intatta la responsabilità di osservatori sull’essenza della vita, la nostra posizione sulla terra che ci accoglie.

Ancora »

articolo uscito su “il Domani” per la morte di Gregory Corso

 

Per Gregory
di Alberto Masala

 

Amsterdam 1983.

La casa di Simon Vinkenoog, anziano poeta olandese ed esponente di rilievo dell’ondata beat in Europa, è una tranquilla villetta con grandi vetrate che danno su un giardino. Sarebbe una casa olandese come tante altre, non distante da uno dei tanti piccoli canali secondari di Amsterdam, se alle sue pareti non vi fossero appese opere dell’avanguardia artistica della seconda metà del secolo e se in un party a casa sua non si fossero incontrati personaggi della statura di Allen Ginsberg, William Burroughs e altri ancora.

Ancora »

Finita di improvvisare alle 14,07 in risposta (affettuosa) a Nanni Falconi su Corona de Logu. E’ scritta in logudorese di Pattada, lingua di Nanni, in endecasillabi per essere cantata “a tenore”, e se qualcuno tenta di normalizzarla nde li sego sas francas a mossu (gli stacco le mani con un morso).

qui sotto il testo

Ancora »

Peppinu Mereu 
Poesie complete
seconda edizione riveduta e corretta
Il Maestrale, 2007 Tascabili . Poesia € 9
a cura di Giancarlo Porcu

Morto a soli 29 anni all’alba del nuovo secolo lasciando un piccolo libro di poesie, Peppinu Mereu (Tonara 1872-1901) ha compiuto – e tuttora prosegue – un cammino letterario senza soste né cedimenti, entrando nell’immaginario collettivo di una Sardegna che continua a leggerlo e a cantarlo. La poesia di Mereu, erede di una plurisecolare tradizione in lingua sarda e al contempo proiettata nelle inquietudini espressive e ideologiche novecentesche, si colloca fra spigliatezza comunicativa e meditate turbolenze linguistiche; coniuga il taglio deciso del verso popolare agli avvolgimenti verbali di una personalità  complessa. Questo volume (giunto alla seconda edizione riveduta e corretta) raccoglie per la prima volta l’intera produzione di Mereu, restituendola filologicamente all’autenticità delle edizioni ottocentesche, radunando l’opera dispersa e ridando al lettore altri testi originali sommersi, mai riproposti fino ad ora, compresi alcuni inediti in lingua italiana. L’edizione, curata da Giancarlo Porcu, è corredata di una nota biografica, una bibliografia completa, una storia del testo mereiano, apparati critici e un saggio conclusivo. La traduzione a fronte in italiano, che insegue la rima e la metrica degli originali, è ad opera di tre scrittori-poeti: Giovanni Dettori, Marcello Fois e Alberto Masala.

Recensioni:

Giulio Concu per L’Unione Sarda
Leandro Muoni per La Nuova Sardegna
Franco Loi per il Domenicale del Sole 24Ore

Paolo Cherchi per Italica

L’ultima parola. In viaggio, nel jazz.
Il Maestrale. 2003 Tascabili. Narrativa € 10
traduzione e cura di Alberto Masala
(con uno scritto di Paolo Fresu)

Questi appartati scritti di Jack Kerouac (molti dei quali tradotti qui per la prima volta in italiano) testimoniano ancora una volta due grandi motivi dello scrittore americano: il viaggio e il jazz. Meglio: in viaggio e nel jazz, perché ad imporsi nella lettura di Kerouac è ¨il dinamismo della sua prosa e l’immersione della scrittura nel suo oggetto”.

«Se chi scrive è la musica, Kerouac diventa musica. Se chi scrive è il viaggio, lui si fa percorrere dalle visioni, diventa strada. Così diventa occhio, mano che impugna una fotocamera nelle mani di Robert Frank. Diventa toro, sangue, e chi scrive è la stupidità umana… diventa gente, e linguaggio della gente: Dave, il ragazzo messicano, l’umanità di Tangeri con Burroughs, gli irochesi, la patetica visione dell’eroico country quotidiano di un’America bambina che non vorrà mai crescere. E Kerouac diventa America. Ma, come i bambini, la rompe e la rifà diversa». (Alberto Masala)

due belle recensioni: