COVER_STRANOS ELEMENTOSNonostante la mia tenera età, i cari fratellini rappers – #StranosElementos – continuano a chiamarmi nelle loro imprese. Il loro ultimo lavoro è fantastico. E con un bel po’ di contributi fortissimi che elenco più sotto. Il disco si può scaricare interamente gratis a questo link su YouTube. La tematica? Lo dice il titolo stesso: una denuncia della vera Sardegna di oggi, colonizzata, invasa dai militari, inquinata, espropriata. Una Nazione senza diritti… la terra dei tumori e delle bombe. Per saperne di più, un’intervista su NOOTEMPO a questo link.

Oro Incenso e Quirra

Ecco il mio pezzo con la traduzione per chi non capisse il sardo-logudorese. S’intitola “A unu sard’ arressu” ed ho fatto una scommessa con me stesso: calare nel rap metri classici attingendo (e adattando) forme sardo-ispaniche che probabilmente hanno almeno quattro secoli (la struttura è: undhighina cun serrada / sestina retrogada). Ma, in fondo, basta restare sempre nel 4/4…

i contributi al disco sono di:

✘ Acero Moretti
✘ Alberto Masala
✘ Arricardu Pitau
✘ Camicie di Forza
✘ Dj Dras alias Sandro Rocchigiani
✘ ERGOBEAT
✘ Feitz
✘ Futta
✘ Pietro Rigosi
✘ MALAM InTè
✘ Marco Colonna
✘ Micho P Maloscantores
✘ Quilo kg Sa Razza
✘ Peterson Junior
✘ Su Akru
✘ Tone Abstract
✘ Tony Covarrubias

SARDEGNA

sindrome Golfo-Balcani-Quirra

veleni di guerra, omicidi di Stato

Il RUOLO DELL’EUROPA

L’assenza di certezze scientifiche non deve servire da pretesto per ritardare l’adozione di misure” (ONU, protocollo di Rio 1992).

L’interesse nazionale cede di fronte al superiore interesse pubblico costituito dalla tutela della salute (…) che va protetta contro ogni iniziativa ostile da chiunque provenga e con la conseguenza che ha anche una valenza incondizionata. La tutela comprende le ipotesi in cui i rilievi scientifici non hanno raggiunto una chiara prova di nocività” (sentenza del TAR Sardegna di sospensiva all’installazione dei radar, 6/10/2011).

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” (art 32 Costituzione italiana).

  Ancora »

dopo una lunga assenza (di viaggio e lavoro) mi piace riapparire con qualcosa che non parli delle ultime notizie che, giorno per giorno travolgendo le precedenti, catturano l’attenzione e ricoprono di silenzio ciò che era successo poco prima… pensateci: da questa estate, un negro è stato eletto presidente degli USA cancellando dalla nostra attenzione un altro negro ammazzato di botte per un pacco di biscotti, o un altro pestato e fermato dopo avergli scritto negro sui documenti… è la globalizzazione, baby… una mano lava l’altra.
Intanto il fascismo avanza comunque facendo arretrare ogni logica ed ogni equilibrio. Gelli fa la TV, Berlusconi ne applica il programma fedelmente, a Roma alcuni arditientrano alla RAI facendo gridare allo scandalo, in piazza la polizia dimostra di essere sempre più fascista, Cossiga in arterio finalmente parla più chiaro delle altre volte, ma non succede niente… spero solo che campi abbastanza per dirci qualcosa su chi ha messo le bombe da Piazza Fontana in poi, cosa è davvero successo ad Ustica, ecc… chiedo solo che, per favore, lo si lasci continuare a parlare quanto desidera…

Ma la vera notizia è un’altra: questa lettera del comitato Dal Molin che riassume il senso di tutto ciò che ho detto prima. La riporto intatta, anche se vi consiglio di visitare il loro sito dove troverete molto di più. Abbracci e contento di ritrovarvi (se non vi ho già tutti persi per strada).

Le nostre onde seguono la stessa rotta

Lettera aperta agli studenti, ai precari, agli insegnanti, ai genitori impegnati nella difesa di un bene comune: la scuola e l’università Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Abbiamo incrociato i vostri sguardi e abbiamo ritrovato la nostra determinazione: quella di chi non cerca un privilegio ma con il proprio impegno difende l’oggi di se stesso e il domani di tanti altri. (continua a leggere qui…)

probabilmente i Ministri della Difesa devono essere così: militaristi (ovvio), fedeli alle Armi (ovvio), retorici quanto basta (ovvio), fedeli anche alle Gerarchie ecclesiastiche (ovvio), disposti a tapparsi il naso comunque (ovvio)…

E dunque eccolo qua. Un ottimo pedigree… Lui c’è in pieno.
Pur non essendo sardo in niente e per niente, è cresciuto ed eletto in Sardegna. E qui non è una questione di identità: siamo colonizzati. Pesantemente colonizzati. Fottuti e contenti. Lui è l’uomo dei militari, delle basi, della NATO, del G8, della Brigata Sassari (truffa storica… chiedete a mio nonno…), lui è il prefetto ideale dell’impero in un’isola ormai interamente consegnata ai suoi padroni. Lui è un cane fedele, un continuatore della gloriosa tradizione di quei cani fedeli che i sardi hanno da sempre allevato.

Perché non parlo dei cani sguinzagliati dall’altra sponda? Perché da lì non potevamo né volevamo aspettarci altro. Sua Grazia è onnipotente. Regna già e continuerà a farlo impunemente dalla sua reggia gallurese in una terra dove hanno persino cambiato nome ai posti per non dispiacere ai padroni. Vendersi il nome del posto dove si è nati è come vendersi la madre. In quella sponda quali sono i cani…?

nella foto Sua Grazia

Ma, dati per scontati gli altri, torniamo a lui. Se ci vuole una prova dell’imbecillità dei sardi, eccola:

in Sardegna ha risolto niente sulla questione delle basi militari, anzi, fedele all’esercito, ne ha ciecamente sponsorizzato ogni esigenza…

in Sardegna ha risolto niente sulla questione dell’uranio impoverito, anzi… ha solo finto di farlo, ma a Quirra ancora il supermarket delle armi è attivo…

in Sardegna ha risolto niente sulla questione degli AMX, anzi… appassionato di parate e cerimonie militari, pur di continuare a frequentarle, ha promesso ai militari che si sarebbe dato da fare per dissequestrare quelli bloccati dalla Magistratura perché ne erano caduti già cinque…
vedi post precedenti – qui “sono caduti” e qui “dimettiti”

infatti è suo l’accorato appello perché gli AMX vengano resi a quei pericolosi irresponsabili che ora piangono perché non ci possono più giocare. Sentite le frasi che ha pronunciato (!!!):
“…sarebbe pregiudicata una capacità operativa essenziale
“…sto seguendo con particolare attenzione la vicenda… che priva la Difesa del Paese di una sua componente significativa, per dotarsi della quale il Paese, cioè i cittadini contribuenti, hanno sostenuto spese ingentissime
“Tutto possiamo permetterci, all’infuori che incrinare l’efficienza e la saldezza dimostrata dai reparti delle nostre Forze Armate”

Cosa ne facciamo di uno così? Ma lo rimettiamo in lista perbacco!Lo facciamo rieleggere al Parlamento che rappresenta gli italiani!


qui coi Russi… poverino…

In conclusione:

i Sardi l’hanno votato, i Sardi tengono molto a lui, tanto che Veltroni ha chiesto addirittura una deroga per poterlo ricandidare capolista nel PD e lui ricambia con tutto l’affetto e la dedizione di cui è capace: basi, uranio, AMX…

ci vuole davvero una faccia tostata nelle Accademie militari e nelle sacrestie. La sua.

Qualcuno vuole spiegarmi con argomenti intelligenti cosa se ne fa l’Italia di un ministro della difesa e, peggio, di una difesa? Qualcuno vuole spiegarmi con argomenti intelligenti cosa se ne fa la Sardegna di uno così? Quali interessi difenderà in Parlamento?


heather parisi fa il suo stesso lavoro




Alberto Capitta e Masala
con Michela Murgia
Umbrialibri 2007


da LA NUOVA SARDEGNA del
09.01.2008
un intervento dello scrittore Alberto Capitta

Istituzioni, Europa, Enti Locali: Il prossimo G8 alla Maddalena, scelta sbagliata alla quale nessuno sa opporsi
E’ così triste ma non sorprende la scelta della Maddalena quale sede per il prossimo G8. Perché l’isola non ha mai negato a nessuno le sue grazie offrendosi di buon grado agli ospiti, meglio se facoltosi, meglio ancora se potenti. Come non ricordare per esempio quel lontano giorno del 1972 quando i primi militari americani sbarcarono in piazza Comando con tanto di orchestrina al seguito e lazzi e frizzi e gustosi siparietti? Che bella festa fu quella. Gli abitanti non credevano ai loro occhi. Sembrava d’essere tornati ai vecchi tempi, ai giorni della giovinezza dell’isola, quando il profumo delle divise militari invadeva le strade e il paese pullulava di marinai radiosi. La parola sbarco, poi, evocava echi di Normandia e di alleati, suscitando nei più anziani un profondo moto di nostalgia. Non c’erano domande da porsi. Erano lì e basta. E poi erano marinai e i marinai, italiani o statunitensi che siano, da sempre irradiano innocenza.
Le marine militari impersonano l’avventura, vestono di bianco e d’azzurro; loro non sono il polveroso esercito imbrattato di sanguinosi corpo a corpo, né l’aeronautica deturpata per l’eternità dalla vergogna di Hiroshima e Nagasaki; no, le marine militari hanno a che fare coi pesci e coi tramonti e i siluri che sganciano hanno l’arditezza dei delfini. Dunque perché porsi domande davanti a un’Arma che riesce nel prodigio di coniugare guerra con poesia? Benvengano, si disse. E infatti gli americani giunsero, e rimasero, a migliaia, per anni, instaurando un rapporto di pacifica e duratura convivenza con la popolazione del luogo che in trentacinque anni non si è mai permessa una sollevazione contro. Poco importa se c’era il rischio che il mare venisse spalmato di plutonio e leucemia. La cultura militare è qualcosa che si porta nel sangue e la si deve accettare con tutti i suoi rischi e le sue abitudini. E l’abitudine è di vedere sfilare le ronde come rondini, cioè come parte del paesaggio, o di vedere riaffiorare in superficie un sottomarino, atomico e placido, e seguitare a fare ciò che si stava facendo, la spesa, una passeggiata, una corsa all’ufficio postale.

In questo contesto di solare convivenza è giunta come un segnale di catastrofe la notizia dello smantellamento delle basi e dell’arsenale militare. Il tutto poco più di un anno fa. L’isola è piombata di colpo in un grave stato depressivo, un clima di privazione simile alla vedovanza. Dunque che fare? Come risarcire la popolazione per un simile torto? Si è pensato di tutto, compresa una deroga alla ferrea e giusta e sacrosanta legge salvacoste. Per costruire alberghi. Tanti. I progetti sono fioccati a decine giacché si è fiutato il momento di debolezza della Regione posta quasi nella condizione di rimediare a un danno fatto. Alberghi e non solo, sull’isola. Alla poveretta si è pensato anche come sede della Coppa America, per nuove mire dell’Aga Khan, per imprese turistiche inimmaginabili solo qualche anno fa e, naturalmente, per il G8. E’ come se una donna vittima di uno stupro chiedesse soccorso e per somma disgrazia finisse tra le braccia di un nuovo branco. Tutti a fare la fila. A insinuare che sotto sotto provi piacere. No, nessun piacere a ritrovarsi violata a pochi metri dal mare dove sono destinati a crescerle addosso i nuovi insediamenti. Nessun piacere a sentirsi calpestata dai potenti della terra così come è stato ormai deciso.

La scelta del G8 è grottesca. Perché G8 in Italia è sinonimo di infamia e il fotogramma simbolo è il corpo di un povero ragazzo investito e rinvestito dalle ruote della jeep. Perché il G8 per l’Italia è piazza Alimonda e la scuola Diaz laddove la polizia si è spogliata della sua supposta neutralità per offrire armi e divise a una folla di estremisti di destra, scrivendo così una fra le più deplorevoli pagine della storia della Repubblica. Tutto questo si vuole ora trasferire in Sardegna. Con tutto il grigiore del suo peso simbolico. Naturalmente ben pochi hanno da obiettare qualcosa. E tra quei pochi i sindaci che si oppongono per questioni di ordine pubblico, per paura dello sfascio, non certo per un imbarazzo della coscienza. Sotto il profilo etico è tutto a posto e si schiacciano pisolini tranquilli. D’altronde ciò che importa sono le luci della ribalta e per queste non solo i maddalenini ma i sardi in genere hanno da sempre un debole. Vittime di un atavico complesso di inferiorità i sardi cedono a un senso perverso della gratificazione ogni qual volta capiti loro di godere della considerazione del mondo posto oltre i loro confini. Sulla base di questa devianza si ostenta orgoglio per qualsiasi prodotto sardo in grado di fare parlare di sé fuori dall’isola e si getta in un unico spaventoso calderone miss, cantanti, scrittori, formaggi, veline, sportivi e via dicendo. Senza un filtro. Come sarebbe stato dunque possibile attendersi un diverso atteggiamento all’annuncio del G8 in Sardegna? Tanto a chi importa dei simboli e dell’etica? Oramai la coerenza politica è un bene superfluo e per molti non è più neanche un bene.

Tutto ciò sotto la promozione di un governo nazionale e uno regionale di sinistra. E allora mi domando cosa significhi oggi definirsi democratico o democratico di sinistra o semplicemente di sinistra. E il mio riferimento non va solo alla classe politica ma a tutti quelli che abbiano a cuore un filo di giustizia sociale e conservino una parvenza di memoria civile, perché si interroghino sul silenzio seguito alla scelta dell’isola quale sede dell’evento. Sul perché nessuno abbia provato ad indignarsi, sul perché di tutto questo guazzabuglio di contraddizioni, di incoerenza politica, di disordine mentale. E mi domando a che cosa servano tutti quanti gli appelli e i convegni intorno al Partito democratico se non si pone neanche in discussione una mostruosità di tali dimensioni quale è il G8 che si tiene a casa nostra. Il problema, o il dramma, è che davanti alla sirena dei finanziamenti tutti rimangono disarmati. Ma disarmante è l’intero spettacolo. Uno spettacolo davanti al quale credo che qualsiasi discorso intorno all’identità sarda resti polverizzato e vada ridiscussa seriamente l’opportunità (e la necessità) di un tale dibattito.

Né identità, né radici, né memoria quindi. Solo tristezza. Per lo sfascio culturale, per lo stato mentale collettivo, per questo pesante prolungato silenzio.

Alberto Capitta


il sequestro dei caccia bombardieri AMX è una vittoria del movimento contro la guerra

 


per gli approfondimenti rinvio ad alcuni post precedenti che portano l’etichetta Gettiamo le Basi

e pubblico il comunicato che ho ricevuto

6/1/08 – Sequestro dei caccia bombardieri AMX disposto dalla Procura di Cagliari

Dopo anni di denunce e manifestazioni di protesta del Comitato Gettiamo le Basi e altre realtà del movimento contro l’occupazione militare della Sardegna, salutiamo positivamente il sequestro cautelativo delle bare volanti, un primo atto concreto che recepisce le ripetute richieste d’interdizione dei voli degli AMX e oggettivamente si configura come tutela dell’incolumità della popolazione sarda.
Ci auguriamo che il sequestro degli AMX non rimanga lettera morta e non prevalga ancora una volta la “realpolitik” delle esigenze di bilancio della Difesa e del profitto delle ditte costruttrici. Le bare volanti vanno definitivamente rottamate, espulse dai cieli della Sardegna e del pianeta.
Auspichiamo che la magistratura si attivi per mettere sotto sequestro cautelativo anche il poligono della morte del Salto di Quirra. La catena di malattia e morte che avviluppa militari e popolazioni di un remoto angolo di Sardegna non è stata minimamente intaccata, il 2008 ha già mietuto un’altra vittima.

La recente medaglia di bronzo conferita dal presidente Napolitano al pilota che il 14 Ottobre 2005, alla guida di un Amx, riusci a evitare un incidente che avrebbe potuto causare la strage degli abitanti di Decimomannu, ha portato alla luce un’altra delle catastrofi sfiorate e occultate alla popolazione. Preoccupa constatare che “l’incidente evitato”, di cui finora nulla si sapeva, è quasi concomitante a quello occorso all’AMX precipitato nel campo di carciofi nei pressi della base militare di Decimomannu (20 ottobre 2005), l’ennesima strage sfiorata che ha innescato l’indagine della Procura di Cagliari e il sequestro cautelativo dei cacciabombardieri.
Il presidente Napolitano, per un principio di equità, dovrebbe assegnare la medaglia d’oro al popolo sardo, oggetto dei continui attentati alla sicurezza, alla salute e alla vita, per aver sopportato per 50 anni l’occupazione militare del suo territorio, i veleni di ignote sperimentazioni belliche e “giochi di guerra” giocati con vero munizionamento da guerra.

Comitato sardo Gettiamo le Basi – Comitato di Decimomannu contro le basi militari

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Le bare volanti AMX

Al momento sono noti 13 incidenti, 5 i piloti morti.
Riproponiamo la denuncia del 2002 del comitato sardo Gettiamo le Basi che, ininterrottamente, chiede l’interdizione dei voli dell’AMX:

L’Amx – cacciabombardiere da 70 miliardi prodotto da Finmeccanica e Brasile – è stato protagonista di una lunga serie d’incidenti aperta nel 1984 con la caduta del prototipo e la morte del pilota collaudatore, il comandante Manlio Quarantelli. I primi 30 esemplari sono stati fermati per un certo tempo, ma l’Aeronautica non ha bloccato la corsa agli acquisti. In vent’anni sono state apportate varie modifiche nel tentativo di porre rimedio alle carenze strutturali e al sistema di propulsione. Tutto inutile! Gli AMX continuano a precipitare. Nei primi sei mesi del 2001 si sono verificati tre incidenti: tre piloti deceduti, tre aerei distrutti.
I cacciabombardieri di Finmeccanica sono stati oggetto di numerose interrogazioni e interpellanze parlamentari presentate da tutti gli schieramenti politici: 76 nella precedente legislatura. Sono al centro di varie inchieste della magistratura presso il Tribunale di Roma, Pesaro, Treviso, Padova. Però, non si registra alcuna schiarita in quella che tanti definiscono “una sporca faccenda”: un aereo difettoso acquistato precipitosamente dalle FF.AA italiane, un aereo che nessun’altro paese ha voluto comprare, a parte il Brasile paese co-produttore, una bara volante che mette a rischio non solo i piloti ma anche tutte le comunità nei cui cieli si aggirano.
Gli “aerei da rottamare e tenuti in naftalina”– come titolava eloquentemente un articolo del Corriere della Sera del 3/12/97- hanno trovato ospitalità nella base di Decimomannu e scorrazzano “normalmente” in Sardegna dove, inoltre, ogni primavera puntuali calano gli inquietanti stormi della Spring Flag.
L’esercitazione militare interforze, poeticamente denominata Spring Flag, consiste in operazioni di “Composite Air Operations” con la partecipazione di Aeronautica, Esercito e Marina di paesi Nato e fuori Nato, ha come area di tiro preferenziale il poligono di Capo Frasca1.450 ettari a terra, a mare 3 miglia quadrate all’interno del golfo di Oristanoe l’immensa zona a mare denominata Danger 40, collegata alla base di Decimomannu dalla zona aerea interdetta R 54. Coinvolge, inoltre, le zone aeree e marittime militarizzate annesse ai poligoni di Teulada e Quirra ( una delle zone interdette alla navigazione aerea e marittima che con i suoi kmq 28.400, supera in estensione la superficie dell’intera Sardegna).
I top gun dell’autoproclamato Asse del bene, mettendo a repentaglio l’incolumità del popolo sardo, usano tutta la zona meridionale dell’isola come campo di battaglia per addestrarsi al massacro dei popoli dall’area del petrolio da liberare e democratizzare.

Oltre al rischio rappresentato dalle “bare volanti”, esiste il rischio di interferenze delle esercitazioni militari con il traffico civile. L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV), nel dicembre 2000, in seguito alle denunce dei piloti civili imbattutisi in aerei militari sulle loro rotte, ha avviato un’inchiesta prendendo in esame la zona compresa tra Sardegna, Sicilia, Campania, area in cui il traffico aereo non è tutto gestito dall’ENAV ma è sotto la meno tranquillizzante e meno trasparente tutela Nato. I risultati, resi noti il 20/4/01, hanno confermato che le esercitazioni militari hanno messo a repentaglio i voli civili per otto volte e in due casi si è sfiorata la collisione. Le conclusioni dell’ANSV rilevano il mancato rispetto delle norme sul coordinamento militare-civile nel corso delle esercitazioni e definiscono inaccettabile che equipaggi e controllori del traffico aereo si siano trovati di fronte a situazioni sconosciute tali da non poter garantire adeguata assistenza ai voli civili.

Anche chi sostiene le politiche di guerre infinite e preventive non può rimuovere le tragedie di Ustica, Casalecchio, Cermis. Per scongiurare nuove sciagure non si può sempre fare affidamento sulla buona stella o sulla “scarsa densità demografica” dell’isola.

Fino a quando la Sardegna non si sarà liberata dagli abnormi e iniqui gravami militari che la mortificano, è improrogabile:

* la smilitarizzazione dei cieli e la gestione civile del traffico aereo
* l’adozione di garanzie e strumenti di controllo sulle esercitazioni militari
* l’interdizione dei voli degli AMX

Comitato sardo Gettiamo le Basi – Tel 070 823.498–338.613.27.53

 

andate a leggere l’articolo che ho trovato su MENOSTORIE.
Parla del lavoro fatto da una documentarista sarda,
Daniela Piu, con il regista Alessandro de Palo, un intenso reportage di 25 minuti dal titolo PISQ realizzato dalla produzione indipendente dPART.


riporto dall’articolo:

“… Vi basterà sapere che il PISQ si estende per 12.700 ettari di terreno e 2.800.000 ettari di mare, con uno spazio aereo non quantificabile. Per farci un’idea delle dimensioni del poligono, ricorderemo che la sola area marina é più grande della Sardegna stessa.
Tutte le nazioni della NATO possono affittare il poligono per testare e sviluppare i propri armamenti. Sappiamo però che il PISQ é stato usato anche da libici e israeliani. Oltre che fungere da campo di prova per la sperimentazione di armamenti innovativi testando razzi, bombe, aeroplani, carri armati e creando simulazioni con (relativi inquinamenti) identici ad una vera guerra, il PISQ lavora anche come mercato.
Qui le nazioni e le imprese produttrici d’armi s’incontrano, qualcuno vende, gli altri comprano. Chi é autorizzato a partecipare in questa “esibizione commerciale” di guerra? E’ solo una questione di soldi. L’area del PISQ può essere affittata per 50.000 euro all’ora. Tre nazioni al giorno possono usarla per otto ore consecutive, se rispettano l’orario concordato. In un solo giorno operativo nel PISQ si guadagnano 1.200.000 euro. E non è tutto. Grazie al lavoro di Daniela Piu veniamo a sapere che il PISQ sta al momento costruendo nuove strutture militari e bombardando siti naturali, archeologici e storici.
Ma la cosa più grave è che sta anche avvelenando l’acqua, le piante, gli animali e gli esseri umani. Data l’alta percentuale di leucemie registrate nell’area di Quirra (10%), voci a proposito della “sindrome di Quirra” hanno iniziato a diffondersi accusando la base di fare uso di uranio impoverito. Alcuni militari che sono stati formati nel PISQ soffrono di leucemia. Alcuni agnelli sono nati senza gambe, con due teste o con altre strane malformazioni. Gli animali che vivono nel territorio del poligono non portano più a termine le gravidanze. E, infine, ciò che è ancora più grave sono gli effetti sulla popolazione civile. A titolo di mero esempio, in un paese del territorio del PISQ tredici bambini sono nati con gravi malformazioni genetiche.”

il militarismo è un cancro: lo tieni sotto controllo in Sardegna, lo curi a Vicenza… e spunta in Salento… speriamo non vada in metastasi. Gli anticorpi siamo noi. Ricevo questo comunicato e, in attesa di ulteriori notizie… tutti in Salento a bloccare l’ennesimo gesto d’arroganza dei militari

sabato 18 agosto
ore 17, 30 al faro di Punta Palascia
ore 21, alle Orte presso Salento Soccorso Sud Est diving

manifestazione concerti mostra video/foto

Apprendiamo con grande preoccupazione l’intenzione della Marina Militare di edificare ampliamenti della base militare di Otranto a ridosso del faro di Punta Palascìa, in uno dei luoghi più belli e intatti della costa salentina e dell’intera costa italiana, parte integrante ed estremamente importante del parco naturale regionale Otranto – Santa Maria di Leuca.
Siamo convinti che questa operazione sia il frutto di una valutazione superficiale del patrimonio ambientale locale, che costituisce una ricchezza irrinunciabile sia per la propria importanza intrinseca, sia per il valore che ha nei processi di sviluppo turistico del Salento.
Poiché ci pare assolutamente ingiustificabile una così grave offesa al patrimonio costiero della provincia di Lecce, siamo certi che tutte le amministrazioni direttamente o indirettamente interessate, sia civili che militari, sapranno e vorranno evitare il gravissimo scempio preannunciato, nell’interesse della popolazione salentina, dell’intera popolazione italiana e di tutti coloro che sanno e vogliono continuare ad apprezzare l’assoluta bellezza del patrimonio ambientale e paesaggistico della nostra regione.
Chiediamo che sia immediatamente revocato ogni intento edificatorio nell’area di Punta Palascìa, e che si mantenga alto, nel Salento, il livello di tutela di un patrimonio ambientale e paesaggistico che trova pochi termini di paragone e che costituisce il cardine di un importante e innovativo modello di sviluppo economico e sociale.

comitato “giù le mani da Punta Palascia!”

Cagliari 9,10,11 Luglio 2007
Casa dello Studente (sala Cosseddu) via Trentino
L’opposizione alle basi militari in Sardegna e nel mondo
Esperienze a confronto: Sardegna, Vieques-Portorico, Filippine, Ecuador


Programma

LUNEDI’ 9 Luglio L’opposizione planetaria alle basi della guerra
Coordina Walter Falgio, giornalista

Ore 16,00 Presentazione del Convegno
Ore 16,15 Le lotte della Sardegna
Ore 16, 30 Interventi di:
– Nilda Medina (Vieques-Portorico)
– Mauro Bulgarelli Senatore
– Anabel Estrella (Ecuador)
– Luigi Malabarba, ex senatore Sinistra critica, già segretario della Commissione del Senato sull’uranio impoverito.
– Wanda Colòn Cortes (Portorico)

Ore 19,00 Dibattito
Ore 20,30 Chiusura lavori

Ore 21,00 – Teatro, proiezione documentari/film
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Martedì 10 Luglio
Mattina Strumenti, metodi e iter percorribili
Coordina Francesco Bachis

Ore 9- 9,20 – Lo strumento giuridico
Carlo Dore avvocato del pool giuridico del referendum sulla base Usa di La Maddalena
9, 20 –9,35 – Strumenti istituzionali
Salvatore Sanna (componente del CoMiPa 1976/2000)-
9,35 – 9,55 – Strumenti scientifici
9,55–10,15 Valerio Gennaro epidemiologo, consulente della Commissione Senato sul DU

10,25 -10,35 Pausa

10, 35 – 11,05 Herbert Docena (Filippine)
11, 05 – 11,35 Corazon Valdez (Filippine)

Ore 12 Dibattito
Ore 13,30 Chiusura lavori
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Martedì 10 Luglio
Pomeriggio – L’opposizione dal basso: strumenti e metodi

15,30 – 16,30 Wanda Colòn Cortes e Nilda Medina: l’azione diretta nella lotta contro la US Navy
16,30 –18,30 Interventi/tavola rotonda delle organizzazioni impegnate per la smilitarizzazione dei territori
18,30 – 20,30 Tavoli di lavoro tematici: informazione, costruzione reti, sovranità negata, impatto ambientale, sanitario, economico, G8 a La Maddalena, altri temi proposti dai partecipanti
21,00 Chiusura lavori

21, 30 – Teatro e concerto
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Mercoledì 11 Luglio
9,00-9,20 Mauro Cristaldi Comitato scienziate/i contro la guerra
9,20 – 11,00 Relazione dei lavori dei tavoli tematici, proposte operative
11-12 Dibattito
12,30 Conclusioni
13,00 Chiusura lavori
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Informazioni: Comitato Sardo Gettiamo le Basi – 070 823498 – 338 6132753

Organizzano: Comitato sardo Gettiamo le Basi, Don Chisciotte, Rete Nuovo Municipio di Quartu, Città di AR associazione culturale, Libreria Odradek (Sassari), Cagliari Social Forum

Contributo per la partecipazione: Euro 20,00

Per motivi organizzativi preghiamo di provvedere alla PREISCRIZIONE (sms 3386132753)
Cagliari, martedì e venerdì presso la sede del Cagliari Social Forum, via Lanusei.
Sassari, libreria Odradek via Torre Tonda 42 tel. 079 232189.

tempo fa pubblicai un post riguardo alla SPRING FLAG, il pericoloso gioco di esercitazioni che alcuni irresponsabili in divisa fanno ogni anno in Sardegna con la complicità di politici in malafede.

Pochi giorni dopo un altro post quando un paio di quei cretini caddero mettendo a rischio la loro vita e quella altrui.

Adesso ci risiamo! Politici mentitori su tutto (Afghanistan, uranio impoverito, basi militari), e per di più qualcuno eletto in Sardegna (sic), che autorizzano ancora degli irresponsabili in divisa a giocare alla guerra.

Per fortuna qualcun altro in Parlamento tenta di opporsi. Ce la farà? Sì, se avrà il nostro sostegno. Pubblico questa INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA ringraziando i due Senatori che l’hanno presentata. In attesa della risposta, cominciamo a chiedere le dimissioni di Parisi, affettuoso complice dell’arroganza dei militari.

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Il 19 maggio ore 10 MANIFESTAZIONE

concentramento alla stazione di Decimomannu
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Senatore Giannini – Senatore Martone
Al Ministro della Difesa

Premesso che:

il 7 maggio è iniziata in Sardegna la manifestazione ‘SPRING FLAG 2007’, la principale esercitazione aerea in Italia che si concluderà il prossimo 25 maggio;

all’esercitazione parteciperanno velivoli, mezzi e personale dell’Aeronautica Militare, dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, nonché unità della NATO, della Germania, della Gran Bretagna, degli Stati Uniti, della Turchia e dell’Ungheria;

questa manifestazione è stata più volte criticata dai cittadini sardi, costretti a subire l’inquinamento acustico ed i rischi della circolazione continua dei velivoli nei loro cieli;

tra i velivoli che solcheranno il cielo sardo ci sarà anche l’AMX, aereo divenuto famoso per un incidente avvenuto nell’ottobre 2001 quando si schiantò nelle campagne sarde destando molta preoccupazione per le bombe che lo stesso trasportava;

la Sardegna è un territorio che da anni lamenta l’invasività della presenza militare sul territorio e la sua pericolosità, che si è potuta riscontrare anche attraverso i numerosi incidenti avvenuti, l’ ultimo dei quali, nel maggio 2006, proprio durante la precedente edizione di “Spring Flag”, quando due F16 partiti da Decimo si sono scontrati durante un’esercitazione e sono caduti in mare a Costa Rei;

considerato che:

il sottosegretario Casula, rispondendo all’interrogazione 3-00014 del Sen. Martone ha ammesso che “lo svolgimento di tali attività possa comportare ripercussioni sul contesto territoriale e sotto diversi aspetti”;

Si chiede di sapere:

quali sono i costi di gestione di questa esercitazione e come sono suddivisi tra gli stati partecipanti;

come sono utilizzati gli eventuali introiti che il Ministero della Difesa ricava dalla manifestazione;

se il Ministro non ritenga opportuno intervenire affinché il territorio sardo non venga investito nelle prossime “Spring Flag”.

Roma 17/05/2007