CRISTIANO FONDAMENTALISTA NAZISTA
un vero vikingo: norvegese, biondo, alto, di buona famiglia, tecnologico, conservatore, anti-islamico…

ecco il “musulmano” che secondo i media avrebbe compiuto la strage di Oslo…

riporto qui l’editoriale  – che condivido interamente – di Giovanni Sarubbi su “il dialogo”.

Riguarda la malafede e la vigliaccheria dei nostri media rispetto alla strage di Oslo.


PER LEGGERLO

 

riprendo da PEACE REPORTER 
e non riesco a commentare: non ci sono parole adatte
forse solo la poesia un giorno potrà riuscire a trovarle

Bahrein, poetessa stuprata e uccisa dai militari

20 aprile 2011.

Si tratta di Ayat al-Ghermezi,20 anni, che ha pronunciato le sue poesie contro il regime durante le proteste in piazza della Perla nella capitale.

Una poetessa del Bahrein nota per aver composto poemi contro il governo di Manama è stata uccisa dopo essere stata arrestata e violentata dalle forze governative. Si tratta di Ayat al-Ghermezi, 20 anni, che ha recitato le sue poesie contro il regime e il primo ministro del Bahrain Khalifah Ibn Salman al-Khalifah durante le proteste in piazza della Perla nella capitale, come riferisce il sito di notizie Farda. Già subito dopo la lettura, Ayat al-Ghermezi ha iniziato a ricevere insulti, lettere ed e-mail intimidatorie. Secondo quanto spiega la sua famiglia, una volta recatasi dalla polizia a riferire delle minacce ricevute, è stata insultata anche dai funzionari. Alla fine di marzo le forze di sicurezza hanno realizzato due blitz in casa sua, minacciando la sua famiglia affinché fornisse informazioni su Ayat, minacciando che, in caso di silenzio, avrebbero “distrutto la casa con le proprie mani, come ordinato da funzionari di alto grado”. Così la famiglia ha confessato dove fosse e di lei non si sono avute più notizie. Quando sono iniziate le sue ricerche, la polizia ha detto alla famiglia di non sapere dove si trovasse e ha tentato di far firmare ai parenti una lettera che confermava la sua scomparsa.

A metà aprile una telefonata anonima alla famiglia ha informato che Ayat era in coma in un ospedale militare. Al nosocomio i dottori hanno confermato che Ayat era entrata in coma dopo essere stata stuprata più volte. A nulla sono serviti gli sforzi dei medici per salvarle la vita e la poetessa è morta all’ospedale militare.
È da metà febbraio che migliaia di manifestanti anti-governo in Bahrein sono scesi per le strade chiedendo la fine della dinastia sunnita degli Al-Khalifa, che da oltre quarant’anni è al governo del Paese. Dal 13 marzo l’Arabia Saudita ha inviato propri militari nell’isola del Golfo Persico rispondendo alle richieste di Manama per sopprimere la rivolta popolare. Stando alle fonti locali, decine di persone sono state uccise e in centinaia sono state arrestate durante la repressione da parte del governo delle manifestazioni pacifiche.

 

Un’orribile operazione che strumentalizza dei bambini è stata messa in piedi da alcuni loschi figuri. Individui senza scrupoli e senza etica, complice la Curia di Bologna (l’Antoniano) che tradizionalmente si caratterizza per la sua attitudine retriva. Nel loro stile operano una forma di pedogamia (erroneamente chiamata pedofilia) su alcune vittime innocenti di quei dogmi cristiani che gli sono stati imposti abusivamente (col battesimo). Cantano in un infame video che altro non è se non l’ultimo appiglio oscurantista di un regime che sta dando i suoi colpi di coda. Dopo aver arruolato invano nani e ballerine, ora decidono di esporre la loro sporca faccia nel tentativo di recuperare il consenso di quei cattolici nauseati dalle ultime miserabili imprese del Capo e dei suoi accoliti
E fin qui, niente da dire: ne hanno facoltà…

Ma l’uso strumentale di quei bambini… QUESTO NO!
Bisognerebbe denunciarli al tribunale dei diritti dell’infanzia.

guardateli: ecco il video infame – e intanto… poveri bambini…

da Israele: azioni di solidarietà, e se volete notizie non statali, ecco Alternative Information Center…

intanto riporto integralmente un articolo di Carlo M. Miele – l’articolo originale è su Osservatorio Iraq

31 maggio 2010

“La versione israeliana è assurda. Israele sostiene che i suoi soldati sono stati aggrediti, ma le immagini che vengono trasmesse in queste ore dai media internazionali parlano chiaro: c’è stato l’assalto da parte delle forze speciali che si sono calate da un elicottero, e sono state queste ad aprire il fuoco sui passeggeri inermi. Non è possibile capire al momento l’esatta dinamica dell’incidente, ma l’idea che siano stati gli attivisti ad aggredire i soldati israeliani è semplicemente assurda”.

Vittorio Arrigoni parla da Gaza dove da tempo è impegnato come cooperante. In queste ore, insieme agli altri attivisti del Free Gaza Movement, sta seguendo le sorti della Freedom Flotilla, la spedizione internazionale intenzionata a rompere l’assedio su Gaza e assaltata la notte scorsa dalla marina israeliana.

“Siamo in costante collegamento con le imbarcazioni che si trovano ancora a Cipro, in attesa di partire per Gaza, ma non è possibile parlare con coloro che si trovano a bordo delle imbarcazioni sequestrate, e portate nel porto di Ashdod”, afferma.

Secondo la Rete romana di sostegno alla popolazione palestinese, che sta monitorando da giorni la missione della Freedom Flotilla, a bordo della spedizione ci sarebbero sei italiani, ma nessuno di loro risulterebbe nell’elenco di vittime e feriti.

“In questo momento – dice Alessandra, portavoce della Rete –  è impossibile parlare con coloro che si trovavano a bordo delle navi. Non sappiamo niente di loro, salvo che sono stati letteralmente sequestrati e condotti nel porto israeliano di Ashdod, per essere interrogati. Si tratta di una sorta di carcere preventivo. E Israele ha annunciato anche che avvierà dei procedimenti giudiziari contro gli attivisti, che sarebbero accusati di ‘avere aggredito’ i suoi soldati”.

Israele afferma che a bordo delle imbarcazioni sequestrate vi fossero anche delle armi.

“È un accusa ridicola – dice ancora Arrigoni – perché prima di lasciare i porti di partenza le navi vengono perquisite da cima a fondo, proprio per assicurarsi che nel carico non vi sia nulla di illegale. Ed è priva di fondamento anche l’idea della minaccia posta alla sicurezza di Israele, visto che le imbarcazioni erano pacificamente dirette verso Gaza, senza mai entrate in acque israeliane, e sono state aggredite mentre si trovavano in acque internazionali, a 75 miglia dalle coste della Palestina”.

Israele parla di una “provocazione” da parte della missione internazionale, affermando che a Gaza non vi è alcuna reale emergenza umanitario.

“Dopo tre anni e passa di assedio – ribatte Arrigoni – la Striscia è allo stremo. Lo scorso anno Jimmy Carter dopo una visita a gaza dichiarò che il blocco sta uccidendo lentamente 1,5 milioni di persone. E poi basta leggere i continui rapporti e le denunce che arrivano dalle nazioni Unite e da organizzazioni non governative, come Amnesty International. Non serve che Israele mostri le merci presenti nei negozi di Gaza. Bisognerebbe parlare delle cose che mancano, dai medicinali, alle attrezzature mediche ai materiali edilizi. Ed è bene sottolineare che anche le merci che ci sono arrivano dai tunnel e che non tutti possono permettere. E’ vergognoso che nel 21esimo secolo un popolo debba scavare tunnel venti metri sotto terra per avere le cose di cui ha bisogno”.

Molti osservatori israeliani adesso sono preoccupati per le reazioni della comunità internazionale, ma soprattutto per quelle della popolazione palestinese che vive nello Stato ebraico e nei Territori occupati. Qualcuno arriva a prevedere lo scoppio di una terza Intifada, ma secondo Arrigoni questa eventualità al momento non esiste.

“Adesso si sta preparando una manifestazione non-violenta, che si annuncia molto partecipata, con cui chiedere l’intervento della comunità internazionale e una condanna unanime per Israele e per questo ennesimo massacro compiuto dal suo governo. Ma è triste pensare che solo fino a ieri tra la popolazione di Gaza c’era tanta attesa, tanta voglia di accogliere questa nuova spedizione internazionale. Nei giorni scorsi, ho visto la speranza e i sorrisi sui volti della gente, come non accadeva da tanto tempo”.

VERGOGNA

l’eroico comportamento dei vigili urbani di Quartu S.Elena (Cagliari): in quattro su un giovane senegalese che ha l’unica colpa di vendere per strada senza licenza e rifiutare di farsi ammanettare

il comune è di centro-sinistra, retto dal sindaco dott. Luigi Ruggeri, dal quale mi aspetto che PORGA PUBBLICHE SCUSE A QUEL RAGAZZO E SOSPENDA I VIGILI PROTAGONISTI DI UN SIMILE ATTO DI VIGLIACCHERIA RAZZISTA

intanto mi chiedo:
se non avessero avuto testimoni, lo avrebbero ucciso come hanno fatto i loro colleghi di Ferrara con Federico Aldrovandi? o pestato a sangue come Emanuel Bonsu a Parma.

Chi li ha assunti? Chi li ha formati? Chi li dirige? Quale concetto hanno dei diritti umani? Che clima pericoloso e paranazista si respira oggi dentro le caserme? 

Trovo che si stia discendendo verso una china insostenibile. L’arroganza di questi delinquenti in divisa va fermata subito e con decisione.

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La strategia del consenso sta avendo i suoi primi risultati.
Barbies consenzienti ed ascari fedeli, tutti opportunamente decerebrati fin da piccoli, stanno occupando i posti di governo senza colpo ferire. Uno stuolo di parvenant (molti non sono ancora parvenus) dalla faccia impunita si presenta allo sportello dell’accettazione (elettorale) come ci si presenta ad una festa senza invito pensando di farla franca.

E ci riescono in parecchi occupando i posti a sedere nelle cosiddette Istituzioni, che così si riempiono di pericolosi ebeti consenzienti la cui unica attività riconoscibile è quella di procurare denaro e prebende per sé, le proprie famiglie, gli amici, ed altro consenso per il capo. In cambio dell’assenso. A chi? Non è necessario dirlo. Lascio a voi il piacere di indovinare. Ma, sapendo che la domanda non è facile, vi dico che è uno che negli ultimi trent’anni ha fatto affari frequentando personaggi attivi nelle peggiori cosche …

Ma parliamo d’altro….

Uno dei suddetti è stato beccato a fare osservazioni che, in bocca di una persona qualsiasi, potrebbero fruttargli l’epiteto di coglione e verrebbero attribuite alla sua ignoranza, alla miseria interiore, ad una incapacità di pensiero che non va oltre gli slogan preconfezionati, ma che, in bocca ad un amministratore del cui servilismo non abbiamo mai dubitato, diventano gravissime affermazioni.
Also Sprach…
così parla un vile, un vigliacco che, oltre a sputare nel piatto dove razzola, disprezza (e non si sa da quali eccellenze o preziose qualità gli derivi questa presunzione) il popolo a cui dovrebbe rendere conto del proprio operato.
Perché questa invettiva? Perché sono sardo da infinite generazioni e dunque dovrei certamente recare nel mio DNA tutti quei geni di cui il presidente in questione si vergogna. Dunque mi sento profondamente offeso da tanta stupidità.
Comunque, sbollita la rabbia, propongo seriamente che i Sardi, che sono i suoi datori di lavoro e lo retribuiscono, se ancora hanno dignità gli sospendano immediatamente quello stipendio da Presidente della Regione che lui disprezza. Per poi avviare le pratiche del licenziamento.
Meriterebbe che attivassimo una Class Action, un’azione legale collettiva, per chiedergli anche il risarcimento.
non ci sono gli elementi? giudicate voi stessi da questa fortunosa intercettazione che ne smaschera la viltà.
da “la Nuova Sardegna” di giovedì 18 febbraio 2010
 

1º ottobre 2009. Cappellacci viene ascoltato dagli investigatori perché coinvolto in una telefonata altrui. Il presidente è con Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, il partito di Cappellacci. Verdini è al telefono con l’imprenditore Riccardo Fusi: entrambi poi indagati nell’inchiesta sul G8.

– Fusi: …pronto?…
– Verdini: …sei mica a Roma Riccardo?…
– Fusi: …no… sto andando all’inaugurazione dell’Alta Velocità… la Verona-Bologna… quella che s’è fatta noi… sono domattina a Roma io…
– Verdini: …ti passo il presidente della Sardegna… che un amico… quello che tu mi avevi detto che volevi salutare… te lo passo e poi dopo fisso un incontro con lui…
– Fusi: …va bene… lo saluto…

La conversazione prosegue fra Fusi e Cappellacci.

– Cappellacci: …piacere di conoscerti…
– Fusi: …anche a me…
– Cappellacci: …e poi abbiamo un caro amico comune… quindi per la proprietà transitiva… c’abbiamo un’amicizia…
– Fusi: …(ride)… va bene… va bene… te hai anche una bellissima terra quindi…
– Cappellacci: … la più bella d’Italia… non una «bellissima terra», semplicemente… la più bella d’Italia…
– Fusi: …io sono innamorato di quella terra là…
Cappellacci: …(ride)…
Fusi: …un po’ meno dei sardi… ma insomma…
– Cappellacci: guarda… guarda… sfondi una porta aperta… perché ho la consapevolezza del vero grande limite della Sardegna… noi sardi… e quindi… (ride)…
– Fusi: …va bene…
– Cappellacci: …spero di poterti conoscere presto di persona…
– Fusi: …grazie…
– Cappellacci: …ti ripasso Denis…

Eh… sì… purtroppo è vero: non è stata capace di liberarci di lui e dei suoi miserabili compari.
E comunque, se Cappellacci afferma che i sardi sono così… forse ha qualche ragione: infatti l’hanno eletto. Un vero disastro. 

ho trovato un bell’articolo di Giorgio Melis e voglio segnalarlo: il link è qui

Domenica 21 febbraio – 
Volentieri pubblico un intervento di Marcello Fois

Ha perfettamente ragione il dott. Ugo Cappellacci (attuale Governatore della regione Sardegna, nda): il “vero problema della Sardegna sono i sardi”. Tuttavia ha anche torto perché quella frase (“il problema della Sardegna sono i sardi”) è una frase da intellettuale, da scrittore, da opinionista, da sociologo, da editorialista, da tutto, fuorché da amministratore. Insomma l’unico cittadino sardo che non si può permettere di adottare questa formula, ormai persino retorica, è proprio lui. Ora è probabile che, come la maggior parte dei sardi, anche il dottor Cappellacci, abbia dimenticato che, da un anno a questa parte, e, per i prossimi quattro anni, si trova a governare proprio quei cittadini che, secondo lui, sono un problema. E’ possibile che chi è stipendiato per rappresentare, e amministrare, una regione nutra un tale disprezzo per chi l’ha eletto? Non gli è venuto in mente che affermando, anzi confermando, quella che in bocca a un “collega continentale” appare come una sciocchezza, afferma, anzi conferma, di essere egli stesso l’espressione, l’incarnazione, di quella crisi che afferma, anzi conferma? Io la penso esattamente come lui. Penso che se non ci fosse stato un problema di amor proprio dei sardi, il dottor Cappellacci, di certo, non si sarebbe trovato dove si trova. E penso che se davvero il dottor Cappellacci ha capito che il problema della Sardegna siano i sardi, lui, Governatore, cioè primo servitore di quegli stessi sardi, dovrebbe, immediatamente, dimettersi. In questo primo anno alla guida della “regione più bella” sua assenza ha brillato in maniera talmente fulgida da far pensare che non sia frutto di insipienza, come ci piacerebbe, ma, al contrario, di grande sapienza. E pare che questo sia il motivo principale per cui, chino e prono, durante una telefonata con “qualcuno che conta”, il nostro governatore ha potuto dimostrare, con la sua stessa scomparsa, che la Sardegna senza i sardi è molto più bella. Senza i sardi, lui compreso.

Marcello Fois

“E’ in atto una campagna d’odio contro di me, il fascismo e l’Italia.”

(Benito Mussolini, 1932)

“Gli ebrei alimentano una campagna d’odio internazionale contro il governo. Gli ebrei di tutto il mondo sappiano: questo governo non è sospeso nel vuoto, ma rappresenta il popolo tedesco.”

(Adolf Hitler, 1933)

“Abbiamo ricordato agli italiani la campagna di odio e di disprezzo contro Berlusconi che ha innescato una serie di reazioni a catena che hanno portato al gesto di Tartaglia, alla sua esaltazione su Facebook da parte di migliaia di estremisti”.

(Cicchitto 2009)

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foto: la Nuova Sardegna
ora la mia Sardegna è così

sarà abbastanza per chi ha acceso il fuoco?

le canaglie vivono a lungo, ma un giorno o l’altro crepano…

è morto impunito Pio Laghi, il cardinale nunzio apostolico in Argentina ai tempi della dittatura dei desaparecidos: una vera canaglia, complice ed amico degli assassini torturatori.

Cito da Wikipedia l’infame discorso tenuto a Buenos Aires il 27 giugno 1976, tre mesi dopo il golpe militare: «Il Paese ha un’ideologia tradizionale e quando qualcuno pretende di imporre altre idee diverse ed estranee, la Nazione reagisce come un organismo, con anticorpi di fronte ai germi, e nasce così la violenza. I soldati adempiono il loro dovere primario di amare Dio e la Patria che si trova in pericolo. Non solo si può parlare di invasione di stranieri, ma anche di invasione di idee che mettono a repentaglio i valori fondamentali. Questo provoca una situazione di emergenza e, in queste circostanze, si può applicare il pensiero di san Tommaso d’Aquino, il quale insegna che in casi del genere l’amore per la Patria si equipara all’amore per Dio».

è morto serenamente a 86 anni, probabilmente senza rimorsi di coscienza, prima che le Madri di Plaza de Mayo riuscissero a trascinarlo in tribunale. Protetto ad oltranza dalle cosche ecclesiastiche (altro che Cosa Nostra…), la salma sarà esposta in Vaticano ed i funerali verranno officiati in San Pietro.

l’ha fatta franca…
ah… se credessi che l’inferno esiste!

gli dedico la stessa poesia di Mario Benedetti che avevo pubblicato in un post per la morte di Pinochet

Sono usciti dalla volante con le pistole in mano.
Hanno detto “forza stronzetti, frocetti, fatevi sotto”.
Hanno sparato al torace, distendendo il braccio, e prendendo la mira.
Hanno ucciso un ragazzo di 15 anni.
Si sono girati e sono andati via.

qui si possono leggere i racconti di sei testimoni oculari dell’uccisione riportati dall’emittente greca MEGA TV e tradotti in italiano sul sito del corriere della sera

un piccolo commento

Chi ha avuto il coraggio di raccontare le cose in questo modo? Pochi, pochissimi…

Cari giornalisti italiani,
la vostra responsabilità è ancora una volta enorme.

Mai che si indaghi davvero… versioni poliziesche accreditate senza discussione… falsità…
Per esempio: non era in atto nessuna manifestazione. Quei fascisti di poliziotti, così simili ai nostri, sono scesi dalla macchina ed hanno semplicemente sparato come può fare solo un vero assassino. Anche qui da noi è successo. Tante volte.
Chi avesse dimenticato o non capisse cosa voglio dire, vada a vedere nei titoli e gli articoli degli ultimi quarant’anni le prime versioni accreditate sui giornali. Da piazza Fontana, da Pinelli e Valpreda in poi: l’assassinio di Serantini, di Giorgiana Masi, di Francesco Lorusso, di Carlo Giuliani, di Federico Aldrovandi… solo per citarne alcuni…

(per rinfrescare la memoria, qui un elenco impressionante, anche se incompleto)

Avete sempre un demone da evocare con cui giustificate tutto il peggio: “gli anarchici”.
In questo clima possono passare indenni anche sentenze come quelle della Diaz.
La vostra vigliaccheria è paradossale: anche quando vi chiamate democratici, siete conniventi con l’attuale processo di fascismo avanzante.
Vi siete accorti che la situazione italiana presenta elementi perfino più gravi di quella greca?
Qui in Italia la situazione economica è peggiore, la repressione è peggiore, il clima stesso è peggiore… in più qui abbiamo anche il Vaticano, e Berlusconi con tutta la P2, decine di stragi e trame irrisolte, la mafia, camorra e ‘ndrangheta… una cultura che… una classe politica che…
insomma: cari giornalisti, di cosa avete paura? Che il dicembre greco sia come il maggio francese sui cui resoconti, sulle cui trasgressioni state ancora campando? Guardare le cose a distanza e poi raccontarle con l’emozione di chi vi ha partecipato… il ’68, la beat generation, la trasgressione, le lotte, quella musica, la liberazione sessuale, il Vietnam, il Che… ma fatemi il piacere!!!

Vi suggerisco un titolo per domani:

I greci hanno inventato la democrazia.
I giovani greci oggi la stanno difendendo anche per noi.
Grazie.