Il poeta Raúl Zurita, durante le proteste in Cile. Foto da Twitter.

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Ho tradotto un pezzo apparso su “La Razón”. La situazione è drammatica. Polizia per le strade, torture, uccisioni, stupri e violenze di ogni genere per opporsi alla gente che sta manifestando. L’orrore riaffiora in un Cile che pare non aver memoria di quello già sofferto durante il regime di Pinochet.

Come allora, anche questa volta non li lasceremo soli. Ma dovremo agire prima che la catastrofe si compia, prima che l’orrore colpisca ancora.

La poesia, ancora una volta, dimostra di avere un compito insostituibile: ricondurre all’Umano gli Umani.

In questo sono a fianco di Raúl Zurita, grandissimo poeta ed amico, che da solo scende in strada con tutta la potenza della sua fragilità.

Di Raúl, in novembre, appariranno in Italia, per l’editore Valigie Rosse di Firenze, quattro meravigliosi poemi da me tradotti (link qui) con la supervisione e l’introduzione di Lorenzo Mari. Dunque, a presto.

Nel frattempo, Raúl, stiamo al tuo fianco. Con quell’amore che è la nostra forza indistruttibile. Il Cile non è solo.

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Articolo di Julio Trujilloapparso su “La Razón” del 28 ottobre 2019

     Un uomo per la strada solleva la bandiera del Cile. È tutti e nessuno, perché i poeti sono tutti e nessuno. È Raúl Zurita. Non è un vandalo né un criminale, non è stato convinto da nessuno o da niente: manifesta spontaneamente come spontanea è la combustione di gente che trabocca per le strade di Santiago.

     L’immagine, che è muta, è eloquente e fragorosa: esprime stanchezza e disagio, affaticamento, ma anche un’enorme dignità e una bellezza commovente. È una persona, né più né meno, fragile nell’aspetto e potente in ciò che dice senza dirlo. È una crisi, e la buona poesia è sempre in crisi, è resistenza, e le poesie vengono al mondo per resistere. È l’ascesa della voce in libertà e la speranza che cada un dogma, un modello che ci condanna alla disuguaglianza.

     Bisogna vedere lo spasmo sul volto del poeta e ricordare le sue parole: “Perché alla fine, ciò che emoziona di un uomo non sono i suoi sentimenti ma il suo rictus, quei movimenti quasi impercettibili che a poco a poco si vanno stampando agli angoli delle labbra, sulle palpebre o sul semplice contrarsi delle sopracciglia, e che non si rassegnano a morire con le nostre facce che muoiono”. No, non si rassegnano a morire con le nostre facce, con facce come la sua che è stata la tela di poesie radicali, scritte da lui stesso con ammoniaca e ferro rovente (“volevo esprimere l’impotenza di fronte alla realtà e il bisogno di dire senza parole”, ha spiegato). Zurita ha scritto anche nel cielo (lo ha fatto sempre) e sul volto del deserto ha plasmato queste quattro parole: “NI PENA NI MIEDO” (né dolore né paura). Oggi la sua figura dice tutto senza parole, senza dolore e senza paura. E quello che dice è che c’è un profondo malessere tra la gente, che non si deve produrre ricchezza a qualsiasi prezzo, che non c’è un senso di appartenenza tra i giovani, che la concentrazione dei patrimoni è oscena, che si deve reinventare l’idea di comunità, diversa e solidale, che la élite abita in un altro pianeta e che i governi non comunicano con la gente. Dice disuguaglianza, dice assenza di mobilità sociale. Dice che il nostro modello economico si sta distruggendo da solo. Zurita ne sa qualcosa di quei punti di svolta. La sua opera è un movimento che va dal Purgatorio all’Antiparadiso, da lì alla Vita Nova, e che sbocca in Zurita, che è tutti ed è nessuno. È un’opera scritta con amore, amore rudimentale, amore per il Cile e per i suoi simili: “La furia dell’amore che colpisce le pietre, quella che ha scolpito le cordigliere, il mare e il desiderio umano”. Il suo sguardo è a tutto tondo, dai grandi tratti, “come se nei paesaggi fosse contenuta una redenzione infinitamente più vasta dell’umano, un conforto, una speranza tanto travolgente ed enorme da poter appartenere solo ai cataclismi o al delirio”. Questo è l’uomo che è sceso in strada come tutti, a protestare, a dire basta. Questo è l’uomo che ha scritto la poesia “Cari potenti, cari umili”. Sono otto versi che parlano per noi:

Quando tutto sarà finito forse resteranno
queste alghe
sopravviveranno alle mareggiate, ai secoli
e ai sogni.

Come perdureranno ai potenti
ai duri di cuore
e agli uomini che ci umiliano
queste poesie d’amore per tutte le cose.

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Metto qui anche il link dei pezzo appena composto ed eseguito dai Noise Of Trouble (miei compagni di strada e fratelli sempre presenti dove c’è da resistere).

 

 

 

na©Asuni_Logos

LOGOS : ASUNI

27 aprile 2019 – alle 21

pratza de cresia

Per raccontare l’evento potrei ricorrere alle solite formule “da comunicato stampa” indicando luogo, giorno e ora, e la presenza degli artisti che sono coinvolti. Oltre, naturalmente, ai necessari accenni ai promotori e patrocinatori. Niente di male né di sbagliato, ma la comunicazione mancherebbe degli elementi fondamentali che ne caratterizzano la sua reale portata: il concetto etico che l’ha generato e il lato umano che ne favorisce la realizzazione.

Sarà un concerto. E mai come in questo caso la parola “concerto” si estende al suo significato originario e più ampio travalicando l’aspetto strettamente musicale per arrivare al senso sostanziale di intesa, azione comune. Insomma: sarà un vero procedere insieme.

I primi protagonisti sono certamente gli abitanti di Asuni, paese all’interno della Sardegna. Se ne contano 344, ma i veri residenti sono forse un centinaio di meno.

Resistenza, capacità di accoglienza e ammirevole senso della comunità sono le doti umane che andranno in scena. Senza dimenticare la preziosa opera di volontariato che ne sostiene concretamente la realizzazione.

E a questo punto possono entrare anche gli altri protagonisti dell’opera:

composizione ed esecuzione: Marco Colonna

Ha composto il canovaccio musicale attingendo alle suggestioni sonore del territorio e della tradizione. Suonerà i suoi clarinetti in “solo” sviluppando dal vivo l’improvvisazione sul suo stesso schema.

immagini e proiezioni: Nanni Angeli

Ha cercato i volti degli abitanti e i vuoti delle case abbandonate dall’emigrazione. Volti e vuoti in immagini fotografiche che saranno poi scenografia montata in film e proiettata durante il concerto.

testi e voce: Savina Dolores Massa

Scrittrice che è nata e vive nel territorio oristanese. Ha composto il testo ascoltando le parole degli abitanti. Con la propria voce lo farà risuonare pronunciando così la voce del luogo.

ideazione e regia: Alberto Masala

a dieci anni dall’ultima edizione del Festival di Letteratura e delle Arti da me diretto, torno ad Asuni con Logos, un progetto di ampio sguardo che, con l’azione culturale, affronta i temi dello spopolamento in Sardegna.

Coordinamento: Sandro Sarai e Laura Sanna

Tutto questo avverrà grazie al MEA (Museo dell’Emigrazione di Asuni) agli inizi di un’attività che si preannuncia importante ben oltre il territorio in cui risiede, e all’Amministrazione Comunale sempre attenta e decisa nelle imprese di valorizzazione della comunità.

Ma soprattutto la Comunità, appunto… gli abitanti di questo piccolo paese che ancora lotta per esistere, resiste con coraggio e continua a sperare. Perché tutto si fa davvero grazie a loro.

Dunque: grazie soprattutto a loro, gli Asunesi.

na©Asuni_Logos

e alla fine ecco una bella intervista fatta da Salvatore Taras

https://www.facebook.com/AlbertoMasala.official/posts/10156992181578400

 

 

 

Ho tradotto un nuovo fantastico libro!

Mentir aux étoiles di Alexandre Chardin, la mia nuova traduzione appena uscita per il Barbagianni Editore col titolo italiano Mentire alle stelle. Un bellissimo libro per ragazzi che entrano nella scuola media.

Paola Cadeddu mi ha fatto una bella intervista sulla poesia per la rivista Insula europea – grazie

http://www.insulaeuropea.eu/2018/10/03/paola-cadeddu-intervista-alberto-masala/

COVER_STRANOS ELEMENTOSNonostante la mia tenera età, i cari fratellini rappers – #StranosElementos – continuano a chiamarmi nelle loro imprese. Il loro ultimo lavoro è fantastico. E con un bel po’ di contributi fortissimi che elenco più sotto. Il disco si può scaricare interamente gratis a questo link su YouTube. La tematica? Lo dice il titolo stesso: una denuncia della vera Sardegna di oggi, colonizzata, invasa dai militari, inquinata, espropriata. Una Nazione senza diritti… la terra dei tumori e delle bombe. Per saperne di più, un’intervista su NOOTEMPO a questo link.

Oro Incenso e Quirra

Ecco il mio pezzo con la traduzione per chi non capisse il sardo-logudorese. S’intitola “A unu sard’ arressu” ed ho fatto una scommessa con me stesso: calare nel rap metri classici attingendo (e adattando) forme sardo-ispaniche che probabilmente hanno almeno quattro secoli (la struttura è: undhighina cun serrada / sestina retrogada). Ma, in fondo, basta restare sempre nel 4/4…

i contributi al disco sono di:

✘ Acero Moretti
✘ Alberto Masala
✘ Arricardu Pitau
✘ Camicie di Forza
✘ Dj Dras alias Sandro Rocchigiani
✘ ERGOBEAT
✘ Feitz
✘ Futta
✘ Pietro Rigosi
✘ MALAM InTè
✘ Marco Colonna
✘ Micho P Maloscantores
✘ Quilo kg Sa Razza
✘ Peterson Junior
✘ Su Akru
✘ Tone Abstract
✘ Tony Covarrubias

Che bella recensione sul libro Piangete, Bambini!  appena uscito per il Barbagianni Editore!  Grazie davvero a Carla Ghisalberti su Lettura Candita per aver letto con tanta attenzione e intelligenza.

“…E PIANGERE È IL NOSTRO LAVORO”

(…)  “Poesie così fan saltare dalla sedia. Ma è Masala, perché stupirsi? Più lo leggi più lo leggeresti, piano ma anche e soprattutto ad alta voce, per molteplici ragioni che vanno dalla bellezza in sé, alla musicalità data dal suono delle parole scelte, all’ironia che si intreccia con l’assurdo, alla ricercatezza e alla cura messa nel verso e finanche in ogni singola virgola, che segna la pausa del fiato.” …

duo
sabato 8 aprile h 22:30

Ventotto-28DiVino Jazz Club
via Mirandola 21, 00182 Roma

Una delle voci poetiche più potenti del Mediterraneo incontra il suono di una delle identità più creative del jazz in Italia. Collaborazione di lungo corso che finalmente approda a Roma fra le mura del piu’ anarchico dei jazz club… Poesia, lotta, canto degli ultimi e dei margini per riscoprire la propria appartenenza alla bellezza.

sepAlberto Masala : canto poetico
Marco Colonna : fiati

sep

domenica 9 aprile h 18:00
BUSHIDO

FonteRossa Day#3
via Franceschi 13, Pisa

Fonterossa day

ct_Image

Ho ricevuto un invito molto gradito: quello di essere presente ad un bel convegno che si svolgerà fra pochi giorni al Trinity College di Dublino, un’università prestigiosa e molto antica (fondata nel 1592, qui notizie).

Il lato drammatico della questione è che capiterò a Dublino proprio durante la festa di san Patrizio. E questo significa che mi sfonderò di birra. Secondo me gli organizzatori l’hanno fatto apposta per sopprimermi, pensando che se muoio a Dublino il convegno acquisterà molta più importanza. Ma non sanno quanto reggo bene. Vedremo chi la spunta…

Il tema del convegno è attraente e poi, alla fine del primo giorno, si parla anche di me… e la cara Marzia D’Amico verrà apposta da Oxford per farlo. Ma la prima cosa che ho pensato è : “Ma io non sono ancora morto!”. Sono stato già invitato in posti prestigiosi, hanno già parlato della mia scrittura in altre Università straniere, ma questa volta è diverso: mi sento come Harry Potter chiamato ad un’assemblea di maghi a Hogwarts. Mi metteranno la toga e il tocco? Vedrò i fantasmi di Joyce, Mallarmé, Villa, svolazzare sui tavoli della sala da pranzo? Questo mi onora tantissimo. Ecco il programma (in grassetto i due interventi che mi riguardano):

7ThY0vheTRINITY CENTRE FOR LITERARY TRANSLATION
TRINITY LONG ROOM HUB
SCHOOL OF LANGUAGES, LITERATURES, CULTURAL STUDIES
DEPARTMENT OF FRENCH, DEPARTMENT OF ITALIAN
SCHOOL OF ENGLISH
ITALIAN INSTITUTE OF CULTURE
ITALIAN EMBASSY

Untranslatability in Literature and Philosophy
20-21 March 2017

What can problems in translation, perhaps so extreme as to warrant the label untranslatable, tell us about literature and philosophy, and about the relationship between the two? This conference explores the concept of untranslatability from both the literary and the philosophical perspectives: it examines how translation functions in relation to modernist and postmodern experimental texts (Mallarmé, Joyce, Villa, Masala), and it looks at the theoretical questions that emerge from translating philosophy and critical theory (Derrida, Blanchot, Nancy, Lacoue-Labarthe).

SCHEDULE

SUNDAY MARCH 19
18:30 WELCOME DRINKS AND OPENING CONCERT
Venue: Dublin Unitarian Church, 112 St Stephen’s Green

Singer – Francesca Placanica – MotoContrario Ensemble: Saxophones – Emanuele Dalmaso; Viola – Andrea Mattevi; Piano – Cosimo Colazzo
With the participation of the poet Alberto Masala

MONDAY MARCH 20
UNTRANSLATABILITY AND LITERATURE

9:00-9:30 WELCOME: COFFEE & TEA
Venue: Trinity Centre for Literary Translation, 36 Fenian Street
9:30-30-11:00 PANEL 1
Alexandra Lukes (Trinity College Dublin): “Mallarmé Between Dictionary and Divination”
Dennis Duncan (University of Oxford): “Tracing the Protean Ptyx: From Nonsense to Non-Translation and Back Again in Mallarmé’s ‘Sonnet en -yx’”
11:00-11:30 COFFEE & TEA
11:30-13:00 PANEL 2
Sam Slote (Trinity College Dublin): “Derrida and the Phantom Yeses of Ulysse” Bianca Battilocchi (Trinity College Dublin): “Emilio Villa, poet and translator: the desperation of translation”
13:00-14:00 LUNCH
14:00-15:30 ROUNDTABLE
Robbert-Jan Henkes & Erik Bindervoet (Utrecht & Antwerp): “Finnegans Wake, the Ultimate Translatable Book”
15:30-16:00 COFFEE & TEA
16:00- 17:00 CONCLUSION
Marzia D’Amico (University of Oxford) on Alberto Masala (Bologna): “Where I end and you begin. The horizon of translation, the dimension of performance, the margins of the text”
18:15-19:45 KEYNOTE
Venue: Trinity Long Room Hub
Emily Apter (New York University): “Translational Materialism and the ‘Inorganics of Modernity’”
20:00 DINNER

TUESDAY MARCH 21
UNTRANSLATABILITY AND PHILOSOPHY

9:00-9:30 COFFEE & TEA
Venue: Trinity Centre for Literary Translation, 36 Fenian Street
9:30-11:00 PANEL 1
Hannes Opelz (Trinity College Dublin): “Mimesis Transferred: ‘D’une insuffisance de traduction’”
John McKeane (University of Warwick): “What is the Task of the Translator at the Closure of Philosophy?”
11:00-11:30 COFFEE & TEA
11:30-13:00 PANEL 2
Michael Holland (University of Oxford): “Translating ‘mouvement’, translating movement: the challenge of Blanchot’s writing”
Zakir Paul (University of Wisconsin): “Before the Verb: On Blanchot’s Use of *Se”
13:00-13:30 CONCLUSION
Discussion with Emily Apter

 

cover APiangete, Bambini!

In omaggio alla poesia delirante e fantastica di Aldo Palazzeschi, arriva un nuovo libro di poesie per bambini a cui sono molto  affezionato. Illustrato a piena pagina da Daniela Pareschi, ha una doppia copertina per 31 poesie: 25 dal lato per i bambini con l’introduzione di Marzia D’Amico, e 6 dal rovescio (“L’avanzo del libro”) con prefazione di Alessandro Giammei, le mie note, e 6 poesie per quelli che credono di essere adulti. Il lavoro grafico di Daniele Aluigi, ma sopratutto l’amore e l’entusiasmo dell’editore, hanno ottenuto un  risultato davvero grande.

“Grazie al “Barbagianni Editore”.cover BIn uscita nelle librerie dal 16 marzo 2017.

Ecco le prime presentazioni:

Bologna – Libreria per Ragazzi Giannino Stoppani, via Rizzoli 1 F – SABATO 11 MARZO alle ore 17.30

Pisa – Libreria Blu Book, via Pietro Toselli, 23 – GIOVEDì 16 MARZO alle ore 18

Bologna – MODO Infoshop, via Mascarella 24 B – MERCOLEDì 5 APRILE ore 18.30

Il Barbagianni Editore sarà presente alla Bologna Children Books Fair al Padiglione 25 Stand B 91

Scheda_Piangete Bambini!

scheda autori

 

locandina-Ferrara

Ferrara Off in collaborazione con Cies-Ferrara e Jazz Club Ferrara

presenta
Domenica 26 febbraio ore 18.00

ALBERTO MASALA meets MARCO COLONNA

Alberto Masala, parole
Marco Colonna, sassofoni e clarinetti
spettacolo organizzato da Ferrara Off, Cies-Ferrara e Jazz Club Ferrara

Marco Colonna, clarinettista romano apprezzato sia in ambito classico che jazzistico, attivo da circa vent’anni nella musica di ricerca ed esponente di spicco delle nuove generazioni della musica creativa in Italia, in questo appuntamento duella in note con i versi di Alberto Masala, poeta e scrittore sardo, che vive a Bologna e predilige la dimensione orale della poesia donata in forma di canto, condividendo con il pubblico l’energia vitale della performance concertistica.
La serata, organizzata in collaborazione con il Jazz Club Ferrara e l’associazione Cies di Ferrara, inaugura il 16° Convegno Nazionale Franco Argento Culture e letteratura dei mondi, che quest’anno è dedicato ad “Altre mappe altri linguaggi” e si terrà fra Ferrara e Portomaggiore dal 30 marzo al 1 aprile.

Ingresso
8 € soci 2017
5 € ridotto under20
10 € non soci (inclusa tessera associativa)