dunque – nonostante tutto –
sta per cominciare la terza edizione del


AsuniFilmFestival
cinema nelle terre di confine

diretto da
Antonello Carboni


quest’anno è dedicato alla cinematografia Curda
clicca sul banner e trovi il programma

3 commenti

  1. >avviso al webmaster:
    il link al programma non si ‘apre’,
    prego verificare
    mb

  2. >Carissimo Alberto;
    Com molta amarezza ho letto la lettera aperta e letta a voce alta a Soru n 2. Però ho riso di gusto per le tue taglente parole, come pietre.
    Anche se a volte si ha voglia di tirale le pietre, quelle vere e non parole.
    Purtroppo per qualche arcano motivo mi sono persso la nr. 1, puoi rispedirmela, se ti va, quando rientri da San Francisco.
    Non mollare riguardo al progetto Asuni. Hanno appena nominato il Nuovo assessore, incrociamo le dita.
    Un abbraccio.
    A presto
    Paolo P.

  3. >Alberto.

    Resistere sempre, è un dovere. So che lo farai e lo farete. Con i migliori auspici che un festival come il vostro, seppure senza un euro, trovi la forza di andare avanti con dignità e a testa alta.

    Tornando alla tua “delusione”, credo che il problema non sia Soru, o almeno non solo lui …

    Purtroppo, penso che il problema siano anche e sempre i sardi (quelli con la esse minuscola)

    E tra questi, questo problema è anche e sopratutto l’invidia. Questo è il peccato più diffuso sicuramente tra coloro che, per posizione o ruolo nell'”establishment culturale isolano”, sempre che esista o sia mai esistito qualcosa di questo tipo qui da noi, potrebbero fare qualcosa ma non la fanno.

    E sai quando queste persone NON fanno quello che dovrebbero e potrebbero?
    Succede quando le idee o le azioni artistiche e culturali, anche le migliori (a detta di chiunque) non possono essere “controllate” o assimilate, perché non sono venute a loro o non provengono dalla loro ristretta cerchia di amici.

    Questa invidia è quella che da sempre in Sardegna fa crescere e proliferare, non solo nell’ambito artistico o culturale, l’unica cosa che sembra che la gente gradisca.

    Ovvero la maledetta logica dei muretti a secco…
    E i politici si adeguano sempre in fretta a quello che la “gente” sembra volere.

    Quindi, penso che il mio testo di un mese fa, sia sempre valido.

    Lo riposto. E vi saluto tutti.


    Troppi politici,
    sull’osso come cani,
    con il loro contorno
    di ballerine e nani,
    ultimamente, a sentir pronunciare
    questa brutta parola cultura,
    per questa Isola
    merce forse troppo pura,
    sono certo metterebbero
    mano alla pistola.
    Immagino sia la cosa
    che hanno più dura.

    Non preoccuparti,
    hanno difficile mira,
    con i loro occhi storti.
    Ma la cosa li rassicura,
    e li rende più forti.

    Solo una cura per chi ha avuto
    tutto. Troppo facilmente.

    La cultura dei poveri,
    la cultura della memoria permanente,
    la cultura del perdente,
    per la poesia immanente,
    quella sempre vicina alla gente,
    Per loro non ha storia.
    Perché non paga.
    Genera solo disprezzo.
    Perché si nutre di idee
    e uomini e cose
    che non hanno mai avuto un prezzo.

    Gli altri, quelli come noi,
    quelli che sanno,
    che sono niente,
    quelli che non fanno
    niente di brutto,
    quelli sani, fortunatamente,
    mettono una mano sul cuore
    e una sulla mente.
    E pensano che sia giusto,
    proseguire nonostante tutto.

    Sono presente,
    anche io con te,
    con voi.
    Immagino saprai chi sono,
    sono quello che non vale niente.
    Fatti vivo quando vuoi.

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