Cristiana Collu se ne va da Nuoro.

Un altro passo verso il precipizio.

È un’esagerazione? No… basterebbe l’elenco di tutto ciò che negli ultimi anni la Sardegna ha perso e sta continuando a perdere in termini di risorse umane e intellettuali.
Cristiana Collu se ne va. Ed anche se non ho approvato acriticamente ogni sua scelta, ma questo può rientrare solo in un fertile dibattito culturale (sempre auspicabile), dall’altro lato ne ho apprezzato il lavoro e l’intelligenza.

La sua partenza mi riguarda personalmente? Certo, perché ogni volta che credo che si stia ricreando un clima per “rientrare”, tornare a casa, investire laggiù le mie energie… avviene un fatto, un evento, un qualcosa che mi tronca le speranze, mi fa rimangiare tutto, mi fa smettere di sognare e progettare.

Quando progettavo un futuro differente per Asuni, ben piccola cosa rispetto al MAN, ma esemplare per la capacità di sognare l’emancipazione di un territorio attraverso la crescita (culturale, gestionale, progettuale) dei pochi giovani che vi erano rimasti, vidi spegnersi il progetto per l’ignavia e l’ottusità suicida di quegli stessi giovani e di molti loro genitori: generazioni assistite incapaci di utopia… confinati nel loro piccolo quotidiano egoico e reazionario…

E quando tornai dalle mie parti ‘ufficialmente’, per la prima volta dopo trent’anni, mi sentii rimproverare da alcuni che occupavano piccoli posti di ‘potere’ locale, che “io ero andato e loro erano rimasti”… senza considerare che il mio andare era stato un vedere, imparare, crescere, fare, pagando tutto di persona, e che questo poteva anche essere utilizzabile, funzionale, prezioso per tutti… Intanto vedevo che loro effettivamente erano rimasti, ma uguali a come li avevo lasciati trent’anni prima: sempre nella stessa spirale di autocastrazione…

Ogni forma di movimento, di progettualità, di energia… ogni spinta in avanti, in Sardegna cade vittima dell’ottusità astiosa di una schiera di mediocri senza altra prospettiva che quella della propria misera affermazione personale. Piuttosto distruggono, sprofondano e fanno sprofondare tutto con loro in un’ansia di sterminio autolesionista, un’asfissia che pervade ogni trama del tessuto sociale e culturale di questa terra.
Also sprach die Diener (così parlò il Servo). E, superando ogni possibile resistenza intelligente, ridusse il mondo ad appiattita immagine di sé.

Ora assistiamo alla partenza di Cristiana Collu verso il MART di Rovereto, un museo prestigioso. Le auguro di cuore grandi risultati e felicità personale. Trovo il suo gesto, sicuramente conveniente per lei, dolorosamente elegante.
Sì, dolorosamente… come chi si libera con sollievo di un amante incapace e traditore… chi si accorge improvvisamente di aver amato un vile, che, come ogni vile, starà già dicendo: “se ne va perché le conviene“. Senza capire che invece, come ogni amante che sceglie, “se ne va perché tu non eri capace di tenerla con te, affascinarla, amarla…”  Esagero anche nella metafora? Guardatela in questo video e poi dite se non era amore…

Quanto a “quelli che sono rimasti”, sappiamo bene chi sono, anche se non ne conosciamo i nomi: sono già stati annunciati dall’odore inconfondibile, e presto li vedremo comparire, gonfi di boria, a dilaniarsi come jene nella contesa dei resti.
Naturalmente coltivo la speranza che chi arriva sia migliore di chi l’ha preceduto, che alla fine si riveli un passaggio più ‘naturale’ che obbligato. Ma pretendo di esserne convinto e conquistato. A chi verrà, se lo farà con limpidezza e fuori dai “giochi”, auguro da adesso un buon lavoro. Che tutto vada bene anche al MAN, perché, credetemi, non godrei del disastro.

¡Suerte, Cristiana… Y que te vaya bien!

4 commenti

  1. il Pornacoliere

    >ciao alberto, sono andrea il poeta romagnolo, ci siamo conosciuti nel 2005 a bologna, mi fa piacere rivederti, suerte x il 2012

  2. il Pornacoliere

    >puoi trovarmi anche su leimprontedeiromagnoli.blogspot e altroveteatro.wordpress

  3. >"se ne va perché le conviene". Senza capire che invece, come ogni amante che sceglie, "se ne va perché tu non eri capace di tenerla con te, affascinarla, amarla…" quanta verità c'è in queste parole, quanta lucida amarezza (e amore) nelle tue. Sono Pralina "l'ultima compagna di Horst Fantazzini", ti ricordo per alcune parole che mi dedicasti allora (2002) quando il mio povero Horst era appena morto, poche parole ma toccanti e sincere, belle come la tua poesia. Un abbraccio.

  4. Ciao Pralina,
    ricordo bene l'episodio da cui ero stato toccato, ma non le parole (che, essendo sincere, appunto, non mi si accumulano in un 'repertorio'…) –
    un abbraccio a te. Grazie.

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